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Presentato a Roma Poveri ma ricchi il nuovo film di Fausto Brizzi con la coppia De Sica-Brignano

12/12/2016 | Interviste |
Presentato a Roma Poveri ma ricchi il nuovo film di Fausto Brizzi con la coppia De Sica-Brignano

In pieno clima natalizio ecco arrivare sul grande schermo Poveri ma ricchi, nuova commedia di Fausto Brizzi interpretata dall’inedita coppia comica De Sica-Brignano. Liberamente ispirato alla pellicola francese Les Touche, il film è stato presentato in anteprima oggi al Cinema The Space Moderno. Sempre attento a cogliere l’attualità di costumi e malcostumi del Belpaese, questa volta il regista romano ci parla del nuovo modo di essere ricchi oggi: persone che amano essere low profile, che mangiano poco o niente, sono ecologisti, si tengono in forma, stanno attenti all’ambiente muovendosi con biciclette o macchine elettriche.
Ma c’è davvero da ridere quando una famiglia di poveri diventa improvvisamente ricca grazie a una vincita supermilionaria.
E’ quello che accade ai Tucci, famiglia di un piccolo paese del Lazio. Padre, madre, una figlia vanitosa e un figlio ‘genio’, che si finge idiota per stare al passo con la famiglia. Completa il quadro, il cognato, botanico ma nullafacente, e la nonna, patita di serie tv. Un giorno accade l’inaspettato: i Tucci vincono cento milioni di euro. Decidono di mantenere segreta la vincita, ma una parola di troppo scappa dalla bocca del capofamiglia e ai Tucci rimane soltanto una soluzione, prima di essere perseguitati da amici e conoscenti: scappare. Nel mezzo della notte fanno le valigie e partono. Destinazione: Milano. Una volta arrivati e preso possesso della loro nuova vita da miliardari, i Tucci però si rendono conto che i tempi sono cambiati e i ricchi di oggi non sono più come quelli di una volta.
    
Presenti alla conferenza stampa seguita alla proiezione, il regista Fausto Brizzi accompagnato dal cast quasi al completo (assenti Anna Mazzamauro per impegni teatrali e Al Bano per problemi di salute): Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Federica Lucaferri e il piccolo Giulio Bartolomei. Accanto a loro, lo sceneggiatore Marco Martano e l’autore delle musiche Francesco Gabbani
La cena di Natale uscirà nelle sale il 15 dicembre in 400 copie distribuite da Warner Bros.

La prima domanda è per Fausto Brizzi e per gli attori. Vi siete ispirati alla grande tradizione risalente all’illustre 'Miseria e nobiltà' e avete confezionato una commedia con richiami all’attualità. Com’è il vostro rapporto con i soldi?
Fausto Brizzi: “Mi hanno sempre detto di fare dei film medio borghesi, ma questa volta non è così, qui ci sono i poveri e i ricchi. Abbiamo adattato questa storia alla realtà italiana in cui i ricchi si nascondono, diversamente da quanto succedeva nel film francese a cui ci siamo ispirati dove gli arricchiti diventavano divi televisivi.
Poi siamo stati fortunati perché in un certo modo abbiamo intercettato la vittoria Trump. Noi parliamo di ricchi cafoni e lui ne è l’esempio perfetto. Il nostro Danilo Tucci lo ricorda un po’, anche per la pettinatura. Con Christian De Sica finalmente siamo arrivati a lavorare insieme dopo un lungo corteggiamento. In passato avevo pensato tantissimi ruoli per lui ma è sempre stato impossibile far coincidere le sue disponibilità e obblighi contrattuali. Sono felice che sia successo per questo film che è diverso dai miei precedenti: è il mio primo film totalmente comico con la parte sentimentale più limitata. Ho avuto la fortuna di dirigere un grande cast di attori comici straordinari. Oltre a De Sica e Brignano abbiamo anche Lucia Ocone e Anna Mazzamauro. Forse per la prima volta un film di Natale ha due attrici totalmente comiche.
Per quanto riguarda il mio rapporto con i soldi, li spendo volentieri quando li ho ma non li rincorro. Questo è il mio decimo film, ringrazio chi è andato a vedere i nove precedenti”.
 
Interviene Enrico Brignano a 'svegliare' la platea di giornalisti: “Il film parla velatamente (neanche tanto) della paura di far sapere al fisco che sei ricco. In un Paese dove siamo i più bravi al mondo a produrre lusso, siamo esportatori sani della moda e del buongusto e invece i ricchi in questo Paese vengono additati come Satana.
In un Paese dove si ha paura di ostentare ricchezza, del fisco, delle fortune degli altri. Guardate cosa succede in giro. Ci si attacca per un voto, per un maglione, per la spesa. Gianni Morandi è stato attaccato per essere andato a far la spesa di domenica. Questo è un film anche sulla paura di mostrare le ricchezze. In Italia, probabilmente, il prossimo film di Natale sarà sulla paura”.

Interviene anche Christian De Sica: “Dei 107 film che ho fatto, questo è stato un dei più comici che io abbia fatto. Io ho un ruolo più brillante, mentre Enrico è il vero comico. Questo non è il classico cine-panettone ma una commedia con attrici che sanno recitare e che hanno perfetti tempi comici”.

Per De Sica. Come si fa a ‘durare’ così tanto artisticamente?
De Sica: “(dopo un inevitabile gesto scaramantico) Io faccio un film all’anno, non di più. Nino Manfredi mi diceva, nei primi anni della mia carriera, che se vuoi mantenere il successo popolare devi fare un film all’anno. Io vedo colleghi che fanno cinque, sei film all’anno, e penso che siano pazzi. Alla fine fanno sempre lo stesso ruolo. Io ho sempre cercato di differenziare. Ora ho fatto questo film e sto presentando “Zelig”, nei prossimi mesi riprendo con il teatro e doppio un cartone animato. Ho fatto anche Mozart in The Jungle negli Stati Uniti. Credo che la mia fortuna sia stata quella di cambiare e differenziare sempre”.

E a proposito dei cinepanettoni dice: “Prima eravamo solo io e Boldi a farli, ora invece lo fanno tutti. Quanti sono? Sette? Otto? Sono felice che Poveri ma ricchi sia una vera commedia che funziona”.

Una domanda per le attrici. Cosa comprereste voi nel caso di una vincita così cospicua?
Lucia Ocone: “Io non so cosa comprerei, ma non portatemi a fare spese perché non sono una maniaca dello shopping. Penso che li spenderei tutti in trattoria e poi farei beneficienza. Avevo già lavorato con Fausto ma questa è la prima volta da protagonista”. Ringrazia anche Christian De Sica per la sua generosità sul set. Enrico lo conosco da una vita, e anche Ubaldo Pantani. Lodovica non la conoscevo perchè non conoscevo “Violetta”.

Interviene Lodovica Comello: “Io vengo dal mondo Disney e devo dire che Fausto ha dovuto correggermi e frenarmi, ero abituata a un tipo diverso di recitazione”:

Una domanda per Brizzi. Il film è molto vicino ai vecchi racconti di Natale. Se dovesse fare cassa, ritroveremo i Tucci in sala l’anno prossimo per un sequel?
Brizzi: “Si, in Francia c’è già un numero due che ha fatto grandi incassi. 

Quanto vi aspettate di incassare, cento milioni di euro?
Fausto Brizzi: “Io mi accontenterei di fare  i 2/3 di quello che farà il nuovo Star Wars”.

Ma i soldi aiutano la coppia o la mandano in crisi?
De Sica: “A noi i soldi fanno piacere nella vita reale, ma gestire i soldi non è facile. Il denaro risolve tanti problemi ma porta confusione”.

Lucia Ocone: “In generale credo che i soldi diano serenità ma non bastano. Certo, aiutano tanto, soprattutto nella coppia laddove si litiga se non si arriva a fine mese e se non si riescono a pagare le bollette. Ma se non hai stabilità emotiva o affetti non bastano”.

A parte Trump, c’è la realtà del dato ISTAT sul numero di poveri in aumento in Italia. Nell’Italia di oggi è più difficile divertire?
Brignano: “Io credo che i periodi più prolifici per la comicità siano stati i tempi della guerra per cui l’unica medicina è l’ironia. L’ironia è l’unico modo per contrastare anche le sofferenze di oggi. Se l’Isis avesse ironia non farebbe le porcate che fa. Certo, 15 milioni di poveri fanno paura, c’è gente che ha uno stipendio a va a mangiare alla Caritas, mentre il fisco divora i cittadini e i governanti si arricchiscono mantenendo i loro privilegi. Questo film si inserisce proprio lì, è una storia francese ma noi l’abbiamo arrangiata a modo nostro, il contrasto vero è tra il supplì e l’opera d’arte bianca da due milioni di euro. Bisogna far ridere con eleganza e noi cerchiamo di convincere più gente possibile a venire al cinema, ma solo per il loro intrattenimento. Non credo che questo sia un periodo difficile per la risata”.

Elena Bartoni     
 

 


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