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R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà – Recensione

Basato sul fumetto omonimo di Peter M. Lenkov, diretto da Robert Schwentke, famoso per commedie e film d’azione come Red (2010), R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà sembra però non essere dotato della verve che contraddistingue le pellicole precedenti dirette dal regista; gli effetti speciali alquanto innaturali e mal costruiti inoltre, aumentano l’idea di film puramente d’intrattenimento per le masse, un guazzabuglio di idee strampalate che fanno il verso a se stesse.

Roy Pulsifer (Jeff Bridges) e Nick Walker (Ryan Reynolds) sono due poliziotti della R.I.P.D. (Rest in Peace Department), un’agenzia che recluta i poliziotti defunti per sorvegliare e catturare i Deados, degli spiriti malvagi e mostruosi che dopo essere morti vagano ancora sulla Terra in sembianze umane. Pulsifer è un veterano della R.I.P.D., un ex sceriffo sudista dell’800, Walker invece è un moderno ex detective rispedito in questo strano paradiso dal collega Bobby Hayes (Kevin Bacon) dopo un’operazione di polizia con bottino finale.

Azione, fantasy, suspense ed adrenalina sono gli elementi che avrebbero dovuto affermare con chiarezza la riuscita del film, ciò che ne è stato invece, è un buco nell’acqua. Belle idee, ma sceneggiatura povera, gags divertenti ma il più delle volte scontate, un continuo rimando ad eroi e fumetti a cui i due personaggi aspirano, rimanendo però ancorati alle loro banali scene di pseudo-azione.

Ciò che non convince maggiormente, oltre ai fastidiosi effetti speciali, è l’insolita coppia Bridges – Reynolds. Lontani sono infatti i tempi in cui Will Smith e Tommy Lee Jones in Men in Black, sfoderavano le loro armi cancella memoria e una disarmante comicità, qui Bridges, nel suo biascicare ricorda molto il personaggio che ha interpretato in True Grit, mentre Reynolds è relegato ad allievo che di strada ne ha da fare per imparare, probabilmente anche come attore.

Dopo l’insuccesso preannunciato e purtroppo non smentito della pellicola negli Stati Uniti, rimane allora da chiedersi, e così dovrebbero fare anche gli studios, se il problema principale del film sia la presenza di Ryan Reynolds o meno.
 
Lanterna Verde (2011), l’ultimo supereroe interpretato dall’attore è stato catalogato come fiasco, le commedie invece, come Ricatto d’amore (2009), sembrano essere il genere che più gli si addice. Che si tratti allora di scelte semplicemente sbagliate?

Alice Bianco

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