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Recensione di: Hop

Arriva nelle sale italiane “Hop”, dai produttori del film di successo “Cattivissimo Me”e dal regista di “Alvin Superstar”, Tim Hill, che insieme agli sceneggiatori Cinco Paul, Ken Dauro e Brian Lynch, hanno portato sul grande schermo la favola del Coniglietto Pasquale. Grazie alla combinazione fra la tecnica live-action e la più innovativa computer graphica, si arriva, in questo film, a livelli di realismo ed integrazioni delle parti digitali nel mondo “umano”, davvero ottimali. In Italia non esiste questo mito, ma è lecito pensare che la curiosità degli spettatori più piccoli verrà soddisfatta soprattutto grazie alle avventure del protagonista C.P, alle prese con una scelta importante: assolvere il compito che gli tramanderà suo padre, ovvero quello di diventare il nuovo Coniglio Pasquale o perseguire il suo sogno di diventare una rock star. C.P non ne vuole sapere di ereditare la fabbrica di dolciumi situata sull’Isola di Pasqua, e decide di scappare nel mondo “reale” (Hollywood!), nel quale si imbatte in Fred (James Marsden), scansafatiche patentato in cerca di uno scopo nella vita. Dopo i primi tentennamenti, sarà proprio l’amicizia con il coniglietto a far capire a Fred l’importanza dell’autodeterminazione, e dal canto suo C.P. rivaluterà il proprio status. Ed è proprio qui il gap profondo del film. Generalmente la letteratura per bambini parte dal presupposto che l’”eroe” debba in qualche modo perseguire i propri sogni e non abbandonarli sul più bello per rispettare le decisioni del padre padrone. Non sia mai che il regista abbia voluto darci uno schiaffo morale di fronte alla ineluttabile rassegnazione alla quale siamo sottoposti nella realtà?  Per non parlare della “diabolica” sottomissione dei pulcini operai, che falliscono miseramente nel tentativo di ribellarsi allo sfruttamento dell“Imprenditore”.  In conclusione, se nella versione originale il coniglietto è doppiato egregiamente da Russell Brand, non si può dire altrettanto della versione nostrana ad opera di Francesco Facchinetti, alias Dj Francesco, che insieme a Luca Argentero (voce di James Marsden), danno prova, inequivocabile, del fatto che il doppiaggio non sia il loro mestiere.

Serena Guidoni

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