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Una famiglia perfetta – Recensione

Il Natale è per antonomasia il momento in cui la famiglia si riunisce; albero, presepe e una tavola imbandita  ne sono i simboli inequivocabili. Leone è un uomo ricco ma solo che decide di affittare una compagnia di attori per far interpretare loro, proprio in occasione delle festività natalizie, il ruolo della famiglia perfetta, mettendo in scena una farsa di quella che avrebbe dovuto essere la sua vita. In un intreccio di gag ed umorismo quasi grottesco,  il nuovo film corale di Paolo Genovese, è una commedia esilarante che unisce la risata ad una riflessione più profonda sulla solitudine ed i rimpianti. L’aspetto più interessante del film è quello di aver saputo dosare il divertimento legato all’intrattenimento con momenti di pura malinconia, tipici di una commedia che sa leggere meglio di altri generi dentro i turbamenti umani. Gioco forza lo fa il ruolo della compagnia teatrale, strumento per mascherare solitudine e dolore, ma che alla fine vince il plauso del “pubblico” anche nel momento in cui sta per fallire il progetto per il quale era stata ingaggiata. Tolta l’eccesiva lunghezza, molte scene sembrano più riempitive che funzionali al racconto, e un finale che ricorda forzatamente l’intento malcelato ne Il grande Gatsby, il film ha il valore aggiunto di essere una commedia “natalizia”, lontana anni luce dai Cinepanettoni e gradevole nel suo insieme. Coprodotto da Medusa Film e Marco Belardi, il film ci offre una carrellata di personaggi curiosi e bizzarri, capitanati da un ottimo Sergio Castellitto, nel ruolo del Mecenate, e da un Marco Giallini, in splendida forma, nel ruolo del Capocomico.

Serena Guidoni

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